Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e gli interventi di riqualificazione energetica (che danno diritto rispettivamente alla detrazione del 50% e del 65%) rientrano anche gli interventi (comprese le manutenzioni ordinarie) realizzati su parti comuni di edifici residenziali, per i quali non vi è l’obbligo di nominare un amministratore (c.d. condomini minimi). Sul punto, l’Agenzia delle Entrate, nel contesto della C.M. n. 3/E del 2 marzo 2016, ha precisato che  se il pagamento delle spese è stato effettuato mediante l’apposito bonifico bancario o postale (deve quindi essere stata operata la ritenuta d’acconto di cui all’art. 25 del DL 78/2010 all’atto di accredito del pagamento), non è necessario acquisire il codice fiscale del condominio nelle ipotesi in cui i condòmini, non avendo l’obbligo di nominare un amministratore, non vi abbiano provveduto (§ 1.7). In assenza del codice fiscale del condominio, quindi, i contribuenti che hanno eseguito detti interventi su parti comuni di un condominio minimo, per la quota di spettanza, possono inserire nei modelli di dichiarazione le spese sostenute utilizzando il codice fiscale del condòmino che ha effettuato il relativo bonifico. Resta ovviamente inteso che se i condòmini, anche se non obbligati, hanno scelto di nominare l’amministratore, non trova applicazione la “semplificazione” in esame e quindi, per fruire della detrazione IRPEF, è necessario osservare gli adempimenti e le modalità di esposizione in dichiarazione dei redditi ordinariamente previsti per le spese comuni condominiali (fatture e bonifici intestati al condominio, indicazione del relativo codice fiscale in dichiarazione dei redditi ed esposizione dei dati catastali identificativi dell’immobile nell’apposito quadro).

Circolare20.2016