Gentile cliente con la presente intendiamo ricordarLe che il DLgs. 24/2016, modificando l’art. 17 co. 6 lett. c) del DPR 633/72, ha esteso l’applicazione del “reverse charge” alle cessioni di tablet PC, laptop e console da gioco, con efficacia per le operazioni effettuate a decorrere dal 2.5.2016. Peraltro, l’estensione del meccanismo del “reverse charge” alle cessioni dei beni di cui trattasi è prevista per un lasso di tempo limitato, ovvero sino al 31 dicembre 2018. Le nuove disposizioni in materia di “reverse charge” non sono condizionate da restrizioni né di carattere oggettivo né soggettivo. Sotto il profilo oggettivo, le disposizioni in materia di reverse charge si applicano: i) ai tablet PC e ai laptop, riconducibili al codice 8471.30 della Nomenclatura combinata (codice 8471.30); ii) alle console da gioco, classificate nella Nomenclatura combinata con il codice 9504.50. La norma non contempla limitazioni di carattere soggettivo, per cui la nuova disciplina si applica in ogni stadio di commercializzazione dei predetti beni, a differenza di quanto previsto per le cessioni di telefoni cellulari, per le quali il reverse charge è stato circoscritto alle sole cessioni “effettuate nella fase distributiva che precede il commercio al dettaglio” (circ. Agenzia delle Entrate 23.12.2010 n. 59). Sarebbe, comunque, opportuna una presa di posizione dell’Agenzia, per fugare eventuali dubbi al riguardo. Non è del tutto da escludersi, infatti, che l’amministrazione finanziaria possa – con un apposito documento di prassi – sottoporre ad inversione contabile soltanto le cessioni di tablet, laptop e console da gioco con riferimento alle operazioni anteriori al commercio al dettaglio, coordinando così la disciplina di cui trattasi alle medesime regole previste per la cessione di telefoni cellulari. Resta ovviamente inteso, infine, che, per poter applicare il “reverse charge” alla cessione dei beni informatici di cui trattasi (tablet PC, laptop e console da gioco), è necessario che il cessionario e/o il committente sia un soggetto IVA. Diversamente, qualora il committente sia un privato, l’imposta sarà dovuta dal cedente o prestatore secondo i criteri ordinari.

Circolare13.2016